L'ecosostenibilità


In quest'ultimo sessantennio lo sfruttamento incontrollato del nostro pianeta ha creato un crescente inquinamento ambientale: la forte industrializzazione del dopoguerra e l'uso dei carburanti fossili ha reso irrespirabile l'aria, l'aumento della popolazione e di conseguenza dei consumi ha impoverito il nostro ecosistema e i bacini idrici, che approvvigionano le falde acquifere da cui attingiamo quotidianamente, e la plastica usa e getta, trasportata dai corsi d'acqua fino al mare, ha creato intere isole galleggianti.

Solo in quest'ultimo ventennio si è cominciato a parlare di ecosostenibilità per garantire alle generazioni future uno stile di vita uguale o migliore di quello attuale, infatti si producono motori termici a basso consumo con sistemi di filtraggio dei gas di scarico all'avanguardia, si creano plastiche riciclabili che rivoluzionano la  produzione industriale per renderla meno impattante e nociva e si sta cercando di tornare a una economia circolare, ovvero un sistema di produzione e consumo in cui i rifiuti di qualcuno diventano risorse per qualcun altro. 

Inoltre l'energia elettrica è sempre più green in quanto si utilizzano le fonti rinnovabili, non soggette ad esaurimento e meno dannose perché non producono scorie gravemente inquinanti. Tra queste possiamo ricordare: l'energia solare, immagazzinata da celle solari o fotovoltaiche; l'energia eolica, che sfrutta l'azione del vento attraverso le pale di una turbina collegate ad un generatore; l'energia idroelettrica, che sfrutta il movimento di caduta dell'acqua; l'energia delle biomasse, ricavata da materiale organico riconducibile a piante e scarti animali, che, mediante la combustione, produce calore attivando così una turbina a vapore.

Fin da piccoli siamo stati abituati a comportarci in modo educato nei confronti dell'ambiente attraverso semplici azioni tra cui non sprecare l'acqua, riutilizzare gli avanzi dei pasti, non gettare spazzatura a terra, preferire frutta e verdura di stagione a Km 0 per diminuire l'emissione di gas nocivi e fare la raccolta differenziata, ovvero separare i rifiuti in modo funzionale per agevolarne lo smaltimento, recuperare materie prime ed energia e diminuire l'uso degli inceneritori. Pertanto si sta sensibilizzando sempre più il popolo affinché apporti un cambiamento al proprio stile di vita in quanto ognuno di noi, nel proprio piccolo, può contrastare tutto questo.

Gli studiosi imputano la colpa del cambiamento climatico allo stile di vita dissennato che spinge all'industrializzazione; ne sono un esempio l'innalzamento delle temperature e i fenomeni piovosi estremi, che si contrappongono all'inaridimento di vaste aree, che fino a pochi decenni fa erano fertili. 

L'obbiettivo di rendere le attività meno impattanti per il nostro pianeta è ancora un percorso difficile da intraprendere, soprattutto nei Paesi emergenti, in quanto lo sviluppo risulta inarrestabile e prevale l'interesse economico rispetto alla salvaguardia e al benessere del popolo e del territorio.

Nel Settembre del 2015 i rappresentanti dei 193 Paesi membri dell'ONU hanno sottoscritto l'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, ovvero un programma costituito da linee guida e da azioni atto ad avviare un modello di sviluppo economico capace di salvaguardare l'ambiente per permettere alle generazioni future di soddisfare le proprie esigenze, a ridurre l'inquinamento, le disuguaglianze e le discriminazioni. Questo consiste in 17 importanti obbiettivi che descrivono le grandi sfide del pianeta, definiscono limiti ambientali e indicano l'utilizzo sostenibile delle risorse naturali. Essi sono di carattere sociale, economico ed ecologico in quanto prendono in considerazione vari bisogni come la salute, l'educazione, la protezione sociale e dell'ambiente e il cambiamento climatico.



- Sara Mandirola






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