VITA DA INFLUENCER


VITA DA INFLUENCER
INTERVISTA AD ELENA NICOL PASQUALOTTI

Influenzare le masse. È questo lo scopo di un “influencer”, che, grazie al suo enorme seguito sui social, riesce a condizionare l’opinione altrui.
Abbiamo avuto il piacere di intervistare una ragazza che, per l’appunto, esercita questa particolare professione: Elena Nicol Pasqualotti.
Buongiorno Elena, innanzitutto quali sono gli aspetti positivi e negativi dell’essere una influencer?”
Secondo me, gli aspetti positivi sono rappresentati dalle soddisfazioni che questo impiego dà ogni giorno: è bello vedere che ci sono persone che prendono esempio da te, che ti riconoscono, che vorrebbero incontrarti, o che magari sono riuscite a superare una loro paura o difficoltà grazie ai tuoi consigli e a ciò che hai condiviso con loro. Un aspetto negativo, invece, soprattutto se si ha un pubblico molto giovane, è la responsabilità che bisogna assumersi. Un altro fattore negativo, dell’essere conosciuto in generale, sono le critiche. Siamo costantemente esposti a commenti negativi, a volte anche ad insulti, non solo da parte di singoli individui, ma anche di gruppi.
Si sa che, purtroppo, non si può essere apprezzati da tutti. A questo proposito, ti riesce sempre facile non curarti dei commenti negativi? Come reagisci solitamente?”
Quando ho iniziato, avevo da poco terminato gli studi al liceo, dove avevo trascorso anni difficili a causa di episodi di bullismo subiti. La mia autostima era perciò piuttosto bassa, e, sebbene i commenti positivi mi aiutassero, quelli negativi mi facevano stare molto male, e molto spesso piangevo. Col passare del tempo, i commenti sono diminuiti, oggi ne ricevo pochissimi, e quando capita non ci do peso. Sono maturata, e ho imparato ad apprezzarmi per ciò che sono. Sfortunatamente, i social non ci tutelano affatto sotto questo aspetto. Sarebbe necessario istituire una pena, come per esempio una multa, in modo tale che questi ‘leoni da tastiera’ riflettano, prima di scrivere.”
Spesso ci sentiamo dire che la vita, prima dell’introduzione degli smartphone, era migliore, e la gente più sincera. Qual è la tua opinione al riguardo? Meglio l’epoca ‘prima dei social’ o quella attuale?”
Da una parte penso che la precedente fosse migliore, perché si perde davvero tanto tempo davanti al cellulare, molte volte se ne abusa, ed è sbagliato. Tuttavia, non sono d’accordo sul fatto che la gente prima fosse più sincera. Gli individui falsi, opportunisti, ipocriti, ci sono sempre stati. Oggi certi comportamenti saltano di più all’occhio, grazie ai social network, ma ciò non vuol dire che in passato non ci fossero.
In conclusione, come ultima domanda vorremmo chiederti cosa consigli alle ragazze che dicono di voler essere come te nella vita, e diventare influencer? Potresti fornirci un commento?”
Ciò che mi viene dal cuore, e che ho capito personalmente, è che non ha senso fare qualcosa di forzato, ma bisogna seguire le proprie passioni. È fondamentale, inoltre, avere un piano B: per vivere facendo esclusivamente l’influencer occorre raggiungere livelli molto, molto alti. Puntare tutto su quel tipo di carriera è estremamente rischioso.Il mio consiglio è di non mollare la scuola, ma di avere almeno un diploma o anche una laurea, se si riesce, portando avanti parallelamente questo progetto. In ogni caso è anche giusto prendere qualcuno come esempio e riferimento, ma la chiave è valorizzarsi per come si è, con i propri pregi ed i propri difetti, altrimenti si sarà sempre la ‘brutta copia’ di qualcun altro”.


Flora Burato