“SE TI CAPITASSE IN MANO UN GIORNALE …”


Se già la generazione dei Millennials non è abituata a dedicare del tempo alla lettura di un giornale, la iGen (tutte le persone nate dopo il 2000) conosce i giornali cartacei quasi solo “per sentito dire”.
Tralasciando il crescente disinteresse per l’attualità che sembra diffondersi tra i giovani come una malattia, con l’avvento di Internet una notizia impiega pochissimo tempo a diffondersi ed è disponibile sullo smartphone prima ancora che possa essere stampata da un quotidiano, anche se non sempre con la stessa qualità. È logico allora che risulta poco pratico andare a comprare un giornale, mentre sono quelli on-line a ottenere maggiore attenzione.
Resta il fatto che i giornali locali sono sempre meno apprezzati dai giovani, quasi a voler evadere dalla piccola comunità per sentirsi parte di un mondo che corre. Poco importa quindi se bisogna demolire una struttura abusiva fuori dal paese in cui abiti, quando Trump sta decidendo le sorti del mondo in un confronto con il dittatore nord-coreano. Interrogando diversi adolescenti in merito, solo una percentuale esigua sembra infatti mostrare interesse per ciò che succede vicino a dove abita.
Alla fatidica domanda “Se ti capitasse in mano un giornale locale, qual è la prima cosa che andresti a leggere?”, la maggior parte delle risposte si è uniformata a una linea generale, ovvero “tutto quello che mi riguarda”. Che si tratti di un nuovo locale che apre in centro, un evento al quale poter partecipare, qualcosa che riguardi la scuola o il luogo di lavoro, magari l’associazione sportiva o il circolo di cui si fa parte, tutti sembrano attratti dagli argomenti che li coinvolgono da vicino. L’unica alternativa possibile a questo genere di articolo sembra essere ciò che è particolare, inusuale, ciò che non si legge tutti i giorni. “Leggerei di Fiorello che ha investito un anziano, o almeno, lo farei se fossimo nel 2014”.È interessante, quindi, tutto ciò che si discosta dalla vita di ogni giorno, la vera e propria news.
Una curiosa osservazione, invece, è nata spontanea da una ragazza: “Dipende dal titolo: se mi attira leggo l’articolo, altrimenti continuo a sfogliare.” Alla fine, vale sempre la stessa regola: l’articolo lo leggi se è bravo il giornalista ad attirare la nostra attenzione.

Alberto Sgariboldi