IL PRIGIONIERO



Vorrei scorticare questa pelle
d'uomo perché la mia distanza dalle stelle
è un ergastolo di solitudine
che sconto nella cella della mia inettitudine

alla vita, di cui sono affamato,
ma nel carcere che chiamo passato
o vuoto o sconfitta frequente
al prigioniero non è dato un pasto decente.

Non anelo ad un'esistenza meno avversa
perché non ve ne è una diversa
e forse la compianta felicità

era un cocktail alla fiera dell'iniquità,
ma in questa gabbia di derisione
non muore il sogno d'una rivoluzione.


Ernesto Tempo (Riccardo Maggi)